HYPERCITY: UN ANNO IN GIRO PER L’ITALIA
Confesso che quando ho consegnato il “manoscritto” di Hypercity all’editore, l’orizzonte delle mie aspettative era piuttosto sobrio: qualche presentazione in facoltà, forse qualche convegno, l’usuale ciclo di vita di un libro accademico.
Poi è successo qualcosa che non avevo previsto e che vale la pena raccontare.
Il libro e il suo momento
Hypercity: intelligenza artificiale e città del futuro (Franco Angeli) è uscito in libreria a dicembre 2024, in un momento in cui il dibattito sull’intelligenza artificiale stava esplodendo. Avevo iniziato a scriverlo due anni prima, quindi non posso dire che sia stata una strategia editoriale da parte mia, è stata fortuna, o forse l’intuizione di accorgersi di quella strana sincronia che si viene a determinare tra un tema e il suo tempo.
Il libro nasce da una domanda semplice, quasi ingenua: cosa succede alle nostre città quando l’intelligenza artificiale smette di essere fantascienza e diventa infrastruttura?
Hypercity non cerca di dare una risposta definitiva, ma una mappa di possibilità e di rischi. Una sorta di “Atlante del possibile”, per usare le parole che ho utilizzato nel libro, o una “Mappa dell’Impero di Borges”, per seguire la metafora ripresa da Ermete Realacci nella sua splendida prefazione.
Un anno di presentazioni: da Pescara a Milano
FLA Pescara (novembre 2024). Il viaggio è cominciato prima ancora che il libro uscisse nelle librerie, al Festival del Libro di Pescara, novembre 2024. Un’anteprima, quasi un rodaggio. Una bella intervista fattami da Clara Verazzo all’interno di un evento che negli anni è diventato un appuntamento fisso nella scena culturale della città. In mano avevo 5 copie cartacee che l’editore mi aveva anticipato. Una bella sensazione tenere fra le dita il mio libro ancora “caldo”: sfiorare la copertina, respirare quel profumo di stampa fresca…
Poi, nei mesi successivi, la macchina si è messa in moto sul serio.
Col tempo si è consolidato un format per le presentazioni nelle diverse città. Nel tardo pomeriggio in libreria, con un pubblico eterogeneo, interessato, ma non tecnico. Circa tre quarti d’ora di dialogo con una giornalista, poi altrettanto di domande del pubblico. E poi, la parte informale: fuori dalla libreria, dopo il rituale delle copie autografate, i più curiosi si fermano a parlare in modo sciolto, confidenziale. La mattina successiva, l’università: una presentazione più tecnica, rivolta in genere agli studenti del dottorato di ricerca. Un altro registro, un altro tipo di ascolto.
Genova (febbraio 2025). Prima tappa del tour col libro appena arrivato nelle librerie. La mia amata città Natale, con un pubblico attento, tipicamente genovese: molto diretto. La sala della libreria S. Paolo di Piazza Matteotti piena di gente: amici di vecchia data, colleghi, persone curiose ed interessate. Molte domande. Molte interazioni. La conduzione di Federica Alcozer, impeccabile. Subito esaurite le copie in vendita in libreria. Insomma, una partenza col botto! Qui la registrazione integrale dell’evento.
Atessa – CH (marzo 2025). Una delle tappe più sorprendenti. Un centro piccolo abruzzese, ma con una comunità culturale molto vivace. Una sede prestigiosa nel cuore del Centro storico (Palazzo Spaventa) messa a disposizione dalla banca BCC Abruzzi e Molise. Sala piena, tra il pubblico sindaci e amministratori locali (ma qui entra in gioco l’ufficio stampa BCC e il prestigio del Direttore Generale Fabrizio Di Marco) e tante persone interessate arrivate anche dai centri limitrofi. Un bel feeling con l’intervistatrice Simona Auriemma. Qui un’intervista ad una TV locale.
Reggio Calabria (aprile 2025). La tappa più a sud, con un’organizzazione “svizzera” di Antonio Taccone. La deliziosa libreria Amaddeo alla sera. L’accoglienza dei colleghi del Dipartimento di Architettura e Design al mattino successivo. L’incontro con gli studenti del Dottorato di Ricerca. L’atmosfera tipicamente mediterranea che si respira da queste parti, che ti fa sentire a tuo agio.
Firenze (maggio 2025). Quarta tappa nella culla del Rinascimento, patria della lingua, dell’arte e della cultura italiana. Il mio amico Giuseppe de Luca, con cui ho condiviso un pezzo della mia vita professionale, si è prodigato nell’organizzazione dell’evento e nell’accoglienza, facendomi sentire davvero a casa. A lui devo una recensione del libro di alto profilo, pubblicata su Urbanistica Informazioni.
Pescara (giugno 2025). E’ arrivato il momento di tornare a casa. O meglio, nella città che mi ha adottato quasi trent’anni anni fa e da allora non mi ha più lasciato andare. Una tappa ricca di emozioni. Libreria Feltrinelli stracolma. Una giornalista che stimo molto, Lilli Mandara, ad intervistarmi. Un pubblico attento, vivace, variegato, molte domande. Molte copie del libro autografate. Un calice di Montepulciano ad accompagnare le chiacchiere fuori dalla libreria. Articoli sui giornali, interviste TV. Uno Speciale di TV6 condotto da Catia Napoleone dedicato al Libro.
Milano (maggio 2026). Il tour di Hypercity arriva alla sua ultima stazione: Milano. Quale città migliore per chiudere questo meraviglioso viaggio, se non la metropoli italiana più dinamica e proiettata nel futuro? Qui il format cambia. Non più presentazioni in libreria o in università, ma nella sede prestigiosa della Casa della cultura, a San Babila. Organizzatore e chairman inappuntabile: Renzo Riboldazzi. Discussant: Andrea Campioli, Emilia Corradi, Luca Gaeta. Qui la registrazione integrale dell’evento.
Le recensioni
Una delle sorprese più gratificanti di questa esperienza sono state le recensioni, la qualità delle letture che altri hanno dedicato al libro. Alcune di esse mi hanno restituito aspetti di Hypercity che io stesso non avevo colto con tale chiarezza.
Non le cito tutte, solo le più significative.
Francesco Gastaldi. Parlando di recensioni non posso non partire da Francesco, un collega genovese che insegna allo IUAV Venezia. Ne ha fatte addirittura tre per diverse riviste di settore. La prima, pubblicata ad ottobre 2025 su Città Bene Comune. La seconda è sul n. 39/2025 di You Build. La terza sul n. 143/2025 di Archivio di Studi Urbani e Territoriali.
Giuseppe De Luca. Giuseppe, professore di urbanistica ha dedicato ad Hypercity un contributo di straordinaria densità teorica pubblicato su Urbanistica Informazioni. Non è una recensione nel senso tradizionale: è un saggio che usa Hypercity come campo di prova per mettere a confronto quattro paradigmi interpretativi della città contemporanea.
Renzo Riboldazzi. La recensione di Renzo, collega del Politecnico di Milano, si intitola “Non più smart: ora la città è Hyper”. E’ una disamina articolata e precisa che è stata pubblicata su Città Bene Comune, contestualmente all’incontro presso la Casa della Cultura di Milano.
E adesso?
Chi ha letto Hypercity sa che il libro si chiude con una nota di rassicurante ottimismo: l’intelligenza artificiale non è ne la panacea di tutti i mali, ne il male assoluto da cui doversi difendere. E’ una forza catalizzatrice potentissima che possiamo orientare per il bene comune.
Hypercity è uscito nel 2024 ed io ho cominciato a scriverlo due anni prima. Oggi il mondo è cambiato, con una velocità tale che nemmeno io – che di accelerazioni urbane mi occupo – avevo pienamente anticipato. Molte questioni sono precipitate quasi all’improvviso, altre hanno inaspettatamente preso campo. L’utilizzo dell’IA è diventato sempre più pervasivo. Ed è per questo che ho sentito la necessità di aggiornare le mie riflessioni con un altro libro.
Si intitolerà Città nel caos e il sottotitolo è eloquente: come sopravvivere al futuro tra guerre, crisi umanitarie e intelligenza artificiale. Sarà in libreria entro la fine di quest’anno.
È il sequel di Hypercity, ma è una prosecuzione scritta in un contesto radicalmente diverso caratterizzato dalle “policrisi” contemporanee: crisi climatiche, crisi energetiche, conflitti armati, crisi umanitarie, collasso dell’ordine internazionale, rischi disinformazione e deep fake, inurbamento incontrollato. Il titolo non è una provocazione, è una constatazione. Le città sono nel caos, un caos che non è il contrario dell’ordine, ma la sua forma più sfidante.
Non spoilero di più. Non ancora.
Ma se avete trovato Hypercity interessante, vi assicuro che Città nel caos non vi deluderà. Anzi, vi intrigherà ancora di più.
Restate sintonizzati!
Un ringraziamento al mio editore Franco Angeli ed in particolare a Marilena Laquale, Alessandra Giordano e Martina Zaffiro, per avere curato con passione non solo la fase editoriale di pubblicazione del libro, ma anche l’importante fase successiva della sua promozione.




















































