27 Ottobre 2026

FRESCO DI STAMPA: «CITTÀ NEL CAOS» È IN LIBRERIA

CITTA’ NEL CAOS. Come sopravvivere al futuro tra guerre, crisi climatiche e intelligenza artificiale (FrancoAngeli).

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C’è un gesto che ripeto ogni volta che tengo in mano, per la prima volta, un libro che ho scritto. Lo apro, faccio scorrere le pagine sotto il pollice e ascolto il fruscio. Poi avvicino il naso, l’odore della carta fresca di stampa, lo respiro. Mi piace.

Per mesi Città nel caos è stato un file, una cartella di appunti, una lunga conversazione con me stesso. Adesso pesa, fruscia, profuma. E da oggi non sarà più soltanto mio.

Una città che non esiste

Il libro si apre in una città che non esiste. Si chiama Vissara: centoventimila abitanti, Italia centrale, sul mare. È una notte di luglio del 2037, il quinto giorno consecutivo sopra i quaranta gradi. La rete elettrica non regge e un algoritmo decide, da solo, quali quartieri lasciare al buio. Non il centro, non i quartieri dei professionisti: le periferie popolari. Intanto un video falso del sindaco rassicura tutti che va tutto bene e che si può restare a casa. In via della Repubblica, una signora di ottantadue anni pensa di chiamare il figlio, poi decide di non disturbarlo. Aspetta.

Vissara è inventata. Tutto quello che le succede, invece, è già accaduto, da qualche parte. Le ondate di calore che non danno tregua nemmeno di notte le conosciamo bene. Un algoritmo che aveva imparato a discriminare i più poveri è esistito davvero, in Olanda. I video falsi che sembrano veri li vediamo passare ogni giorno sui nostri telefoni. Io mi sono limitato a metterli insieme, nella stessa notte.

Ed è da lì che nasce la domanda del libro: chi decide, davvero, come vivono le nostre città?

Tre libri, un mondo cambiato

Città nel caos chiude una trilogia sul futuro urbano. Con E-City (Actar-List, 2009) mi chiedevo come sarebbe cambiata la città con l’arrivo del digitale: era il tempo dell’entusiasmo, della smart city che avrebbe risolto i suoi problemi con le reti digitali. Con Hypercity (FrancoAngeli, 2024), la domanda era diventata un’altra: che cosa può fare l’intelligenza artificiale per rendere le città più efficienti, sostenibili, inclusive.

Poi il mondo ha accelerato. Il diritto internazionale all’improvviso si è dissolto. Le guerre sono entrate dentro le città. I chip sono diventati geopolitica. L’energia è diventata un’arma, dal gas russo allo stretto di Hormuz. Il clima ha smesso di essere una previsione ed è diventato cronaca. E l’intelligenza artificiale è uscita dai laboratori per entrare nel nostro quotidiano, senza chiederci il permesso.

Così il terzo libro ha cambiato domanda. Non più come sarà la città del futuro, ma chi la governa quando tutto intorno si frantuma. È una domanda più scomoda, più politica. Il sottotitolo prova a dirla in una riga: come sopravvivere al futuro tra guerre, crisi climatiche e intelligenza artificiale.

Si legge d’un fiato

Non l’ho scritto per gli addetti ai lavori. È un libro a metà strada tra il romanzo e il saggio: si apre e si chiude con delle scene, con personaggi e dialoghi, e in mezzo ci sono i dati, le analisi, le domande. Qualcuno, che l’ha letto in anteprima, l’ha definito «un libro necessario». Altri primi lettori mi hanno detto che si legge d’un fiato. Non lo so. Non tocca a me giudicare, ma ammetto che mi fa piacere.

E nelle ultime pagine c’è un colpo di scena che non vi anticipo.

Una convinzione

È un libro che guarda in faccia il caos e i suoi problemi, e ne cerca le soluzioni. Se dovessi sceglierne una sola pagina per raccontarne lo spirito, sceglierei questa, dall’epilogo:

«Ho scritto questo libro con la convinzione che le crisi non siano la fine della storia. Che si possa sopravvivere al futuro anche quando tutto sembra cambiare e le città precipitano nel caos. E che proprio le città – queste straordinarie macchine di civiltà che l’umanità costruisce da diecimila anni – siano il luogo dove questa possibilità è più concreta, più verificabile.»

Per saperne di più

Se volete sapere di che cosa parla, capitolo per capitolo, ve ne avevo raccontato a settembre, [link]. Il libro si trova in libreria e sul sito di FrancoAngeli, [link].

Il viaggio prosegue

Come era successo con Hypercity, anche Città nel caos andrà in giro per l’Italia. Insieme all’editore stiamo preparando un tour di presentazioni in una dozzina di città, da novembre a giugno, da nord a sud. Si comincia a casa: giovedì 5 novembre, alle 17, al Festival di Libri e di Altrecose (FLA) di Pescara, presso il Polo Bibliotecario Aternino, in piazza Garibaldi.

Adesso il libro è vostro: fatelo frusciare, annusatelo, sottolineatelo a matita.

Prestatelo… e non fatevelo restituire.

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Professore Ordinario di Urbanistica Dipartimento di Architettura Università G. d'Annunzio Chieti-Pescara
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