4. ATTIVITÀ SANITARIE E CENTRI DI ATENEO

Questa pagina è dedicata ad illustrare la QUARTA PARTE del mio programma elettorale, quella che riguarda le attività sanitarie e i centri di ricerca di Ateneo. Si può guardare la breve video-intervista in cui riassumo i principali concetti chiave, scaricare il documento completo in formato PDF oppure leggere, direttamente sulla pagina, i quattro paragrafi di cui si compone questa quarta parte del documento programmatico. Chiedo a tutti coloro che sono interessati di interagire attraverso l’invio di commenti o suggerimenti che mi aiuteranno ad integrare il documento arricchendolo di nuovi spunti. A tutti un ringraziamento per l’attenzione.

Attività sanitarie e centri di Ateneo – i quattro punti:

La partecipazione dell’Università alla programmazione e alla gestione del sistema sanitario nazionale è sancita dalle leggi e attuata attraverso specifici protocolli di intesa con le Regioni. Questo fa si che le attività clinico-assistenziali, e più in generale le attività dell’area medica, assumano un ruolo fondamentale all’interno delle strutture universitarie.

La convenzione quadro tra il sistema sanitario regionale e le Università abruzzesi, e le successive convenzioni attuative definiscono i contorni operativi entro i quali operano congiuntamente le Aziende sanitarie e le Università, in particolare attraverso le unità operative a conduzione universitaria. Insieme alla Regione dobbiamo quindi ipotizzare una riorganizzazione del sistema sanitario che da un lato assicuri la piena efficienza del servizio sul territorio e dall’altra garantisca la più ampia soddisfazione delle nostre esigenze accademiche e delle professionalità presenti in Ateneo.

Non c’è dubbio che l’Università non possa fare a meno di svolgere l’attività assistenziale, in quanto elemento integrante della didattica e della ricerca in campo medico, e non c’è dubbio che tale attività debba svolgersi in strutture idonee a supportare la formazione universitaria e la ricerca scientifica, ossia Ospedali che rispondano ai requisiti di II livello, quali posti dalla normativa vigente.

Se è vero che la programmazione sanitaria è di competenza regionale, è altrettanto vero che la ricerca e la didattica sono compiti istituzionali esclusivi delle Università, la cui autonomia funzionale è costituzionalmente affermata e garantita. Su di un piano giuridico, non sembrano praticabili scelte regionali che vadano a compromettere le prerogative universitarie.

L’obiettivo a breve termine del nostro Ateneo deve quindi essere quello di riformare i contenuti degli accordi convenzionali con la Regione e con l’Azienda Sanitaria, ridisegnando la forma di governo e di gestione del sistema sanitario integrato universitario-ospedaliero, assicurando all’Università una partecipazione decisionale attiva. La costituzione di una azienda ospedaliero-universitaria può costituire un obiettivo a medio-lunga scadenza, da perseguire solo dopo aver attentamente valutato il profilo di solidità del bilancio ospedaliero, per evitare ogni possibile esposizione per disavanzi eventualmente esistenti.

Quello che è certo è che l’Università deve andare al tavolo di confronto con la Regione unita, con un progetto condiviso che affermi la nostra autonomia e al tempo stesso la nostra capacità di dialogo.

Il nostro Ateneo deve sostenere adeguatamente la Scuola di Medicina e Scienze della Salute, in termini di risorse strumentali e umane, per permetterle di valorizzare le eccellenze e assolvere al meglio l’importante compito a cui è chiamata a beneficio dei nostri studenti, della ricerca e della salute pubblica.

Le attività sanitarie operano in un contesto legislativo complesso e in continua evoluzione (basti pensare ai recenti criteri di riordino dell’assetto assistenziale, ai livelli essenziali di assistenza, etc.), ed è evidente che l’area medica e le attività ad essa connesse, in ragione della loro peculiarità e dell’importanza che rivestono sul territorio, dovranno essere oggetto di un progetto strategico di Ateneo e di un gruppo operativo che affianchi il Rettore nei rapporti con la Regione. Per queste ragioni sarà necessario nominare un apposito Delegato per gli aspetti inerenti l’assistenza sanitaria che lavorerà in sinergia con il Presidente della Giunta della Scuola di Medicina.

Il nostro Ateneo può vantare due centri di ricerca, dove lavorano decine di ricercatori, che in questi anni hanno affermato il loro valore scientifico a scala nazionale e internazionale: il Centro scienze dell’invecchiamento e medicina traslazionale (CeSI-MeT) e l’Istituto di tecnologie avanzate biomediche (Itab). Entrambe le strutture hanno sede nella parte meridionale del Campus di Chieti in due edifici di recente costruzione che si affacciano su Strada colle dall’Ara.

È compito dell’Università valorizzare questi centri garantendo l’inclusività e il supporto logistico-strumentale, mettendo a disposizione dei ricercatori, le competenze amministrative adeguate e le necessarie sinergie con le strutture di Ateneo che si occupano di ricerca e di internazionalizzazione. Si pensi, ad esempio, al potenziamento del Settore progetti europei che, oltre alla segnalazione dei bandi, dovrà essere in grado di seguire i ricercatori anche nella stesura dei progetti e nella rendicontazione amministrativa degli stessi. Ciò ai fini di favorire un’ulteriore implementazione delle collaborazioni scientifiche con gruppi di ricerca internazionali, oltre a stimolare il trasferimento tecnologico sul territorio dei risultati della ricerca attraverso lo sviluppo di spin off e brevetti.

Accanto ai due Centri di ricerca del Campus di Chieti, è auspicabile che anche il Polo Pindaro si possa dotare di un analogo Centro di ricerca. Ai sensi del vigente statuto, la struttura dovrebbe essere un Centro di Ateneo finalizzato allo sviluppo di programmi di ricerca scientifica di eccellenza di interesse di tutti i Dipartimenti di Pescara. Un Comitato Tecnico Ordinatore costituito da docenti afferenti ai dipartimenti interessati, dovrebbe farsi carico della redazione di uno specifico regolamento che dovrebbe prevedere tra l’altro la possibilità di articolare il Centro in “unità operative” per affinità scientifica.

Riprendo qui il termine di “altre strutture universitarie” utilizzato dal nostro attuale Statuto per indicare alcune linee di azione su strutture importanti del nostro Ateneo come il CLA, il Museo, le Biblioteche, e la Scuola di Dottorato.

Centro linguistico di Ateneo. Il futuro dell’Università italiana non può prescindere da un adeguato processo di internazionalizzazione. Per fare in modo che questo non rimanga uno slogan, oltre agli obiettivi descritti nel precedente paragrafo, è necessario potenziare il Centro Linguistico, trattandosi di una struttura indispensabile per favorire le dinamiche di internazionalizzazione dell’Ateneo. Il CLA dovrà caratterizzarsi come centro di eccellenza per la formazione di studenti e dottorandi, per il conseguimento di certificazioni linguistiche internazionali e, non ultimo, come centro di servizi aperto al mercato della formazione. La riorganizzazione delle funzioni e delle competenze del CLA necessita di risorse dedicate non solo in termini economici, ma anche strutturali come spazi didattici per i laboratori e tecnologie multimediali.

Museo universitario. Il museo della nostra Università ha sede a Chieti, in un interessante edificio testimonianza dell’architettura del ventennio, tra la villa comunale e il corso Marrucino, quindi nel cuore della città storica. La sua collocazione baricentrica ne favorisce la naturale integrazione con la città, costituendone uno dei poli di attrazione più significativi. Il museo si è specializzato negli anni sugli aspetti biologici e medici legati alla ricerca archeologica, antropologica e paleontologica, presentando anche specifiche sezioni dedicate alla storia naturale e alla storia della scienza. Le strutture museali universitarie, come è noto, sono oggetto di specifiche premialità nella distribuzione del FFO, godono di una serie di leggi di settore che ne agevolano le economie, e rappresentano inoltre un mezzo di integrazione apprezzabile per i tessuti urbani che li ospitano. In una logica di sviluppo delle sue attività, potrebbe essere quindi interessante incentivare nuovi interessi scientifici, e utilizzare appieno le strutture museali a beneficio dei cittadini e degli studenti della d’Annunzio, anche attraverso l’impiego delle sale multifunzionali che dispone e dell’auditorium posto al piano seminterrato.

Sistema bibliotecario. In questi anni il sistema bibliotecario di Ateneo è stato oggetto di una profonda riorganizzazione, sia per quanto concerne la digitalizzazione dei contenuti, sia per il processo di centralizzazione che ha ridimensionato diverse biblioteche dipartimentali. In prospettiva vi è anche un importante intervento edilizio che riguarda la sede di Pescara che avrà, si spera in tempi ragionevoli, una nuova biblioteca centralizzata in un edificio da realizzare nell’area dell’Accordo di programma del Tribunale. Si possono individuare alcune linee di azione volte a valorizzare ulteriormente il sistema bibliotecario. Dal punto di vista organizzativo, ad esempio, l’Area delle Biblioteche, da poco formalmente costituita, potrebbe diventare un centro di spesa di Ateneo, acquisendo pertanto una maggiore autonomia gestionale. Sul piano tecnico è auspicabile che si prosegua nel processo di informatizzazione verso l’obiettivo della cosiddetta “biblioteca digitale”, modello già presente in molte realtà universitarie nazionali e internazionali. Per questo motivo è determinante l’aggiornamento professionale del personale strutturato e anche l’affiancamento di altre figure con specifiche competenze informatiche. Dal punto di vista logistico sarebbe importante prevedere una distribuzione diffusa, negli spazi didattici dei Dipartimenti, di aree dedicate alla lettura e allo studio, poiché spesso le biblioteche vengono utilizzate non per usufruire dei servizi specialistici offerti, ma semplicemente come spazio per studiare o aspettare l’inizio della lezione successiva. Da considerare, infine, anche la possibilità di prevedere veri e propri pacchetti formativi a beneficio degli studenti, finalizzati all’acquisizione di conoscenze dei metodi per condurre ricerche bibliografiche e documentarie, in loco, digitali, o sul web.

Scuola superiore. Nata per il coordinamento e la gestione delle attività di alta formazione per la ricerca e lo sviluppo, la Scuola Superiore G. d’Annunzio si occupa del Dottorato di Ricerca valutandone le richieste di istituzione, verificandone la coerenza e curandone gli aspetti organizzativi. Il lavoro fatto dalla nostra Scuola Superiore in questi anni è stato rilevante, considerando soprattutto la fase di transizione che si è trovata a dover gestire nel passaggio alle nuove normative che hanno imposto, tra l’altro, un drastico ridimensionamento del numero dei Corsi di Dottorato e il conseguente riaccorpamento dei percorsi disciplinari. Dal punto di vista delle premialità ministeriali sul FFO, la Scuola è riuscita a ottenere buone performance per la qualità della ricerca dei membri dei Collegi e in una certa misura anche per l’attrattività, mentre un possibile margine di miglioramento può essere individuato nel grado di internazionalizzazione e nel reperimento di risorse esterne. Internazionalizzazione e acquisizione di fondi esterni devono essere due obiettivi che l’Ateneo si pone attraverso la costruzione di reti di stakeholders (imprese, enti, altri soggetti economici anche stranieri), il supporto amministrativo e l’incentivazione di progetti virtuosi. La sinergia tra la Scuola superiore, l’ufficio ricerca e l’ufficio internazionalizzazione può produrre ricadute significative in tal senso, ad esempio sui Dottorati innovativi con caratterizzazione industriale e sull’altra missione strategica della Scuola: il trasferimento tecnologico del know-how della ricerca attraverso la diffusione di una cultura d’impresa dei nostri giovani ricercatori tesa a incrementare il numero di spin off e brevetti.

La Fondazione Università G. d’Annunzio nasce nel 2003 ai sensi della legge 388/2000, che ha dato il via in Italia alla nascita di molte fondazioni universitarie. La Fondazione G. d’Annunzio non tarda a far emergere i suoi punti di forza e le sue debolezze, da ricercarsi – queste ultime -soprattutto nella coincidenza delle cariche (Rettore, DG, CdA) con quelle di Ateneo, nello scarso coinvolgimento delle aree disciplinari non mediche, e anche in un difetto di comunicazione e di trasparenza delle attività svolte. Per far fronte a queste criticità il Senato Accademico nel 2014 ha nominato una apposita commissione (di cui ho fatto parte insieme ad altri colleghi) che ha individuato i seguenti principi nel rapporto Università-Fondazione.

In primo luogo, la mission della Fondazione deve essere la ricerca e il reperimento di fondi a favore dell’Ateneo attraverso il coinvolgimento di soggetti istituzionali ed economico-imprenditoriali a livello locale, nazionale e internazionale.

Un secondo importante contributo che la Fondazione può dare all’Ateneo è nella gestione organizzativa e amministrativa dei progetti nazionali e internazionali, creando una struttura di supporto di tali attività anche al servizio dei Dipartimenti e dei centri di ricerca dell’Ateneo. Infine, la Fondazione può essere uno strumento operativo per la promozione e la gestione di iniziative didattiche di alta formazione post-universitaria (per es. Master di I e II livello) che coinvolgano tutti i Dipartimenti di Ateneo.

ATTIVITÀ SANITARIE

La partecipazione dell’Università alla programmazione e alla gestione del sistema sanitario nazionale è sancita dalle leggi e attuata attraverso specifici protocolli di intesa con le Regioni. Questo fa si che le attività clinico-assistenziali, e più in generale le attività dell’area medica, assumano un ruolo fondamentale all’interno delle strutture universitarie.

La convenzione quadro tra il sistema sanitario regionale e le Università abruzzesi, e le successive convenzioni attuative definiscono i contorni operativi entro i quali operano congiuntamente le Aziende sanitarie e le Università, in particolare attraverso le unità operative a conduzione universitaria. Insieme alla Regione dobbiamo quindi ipotizzare una riorganizzazione del sistema sanitario che da un lato assicuri la piena efficienza del servizio sul territorio e dall’altra garantisca la più ampia soddisfazione delle nostre esigenze accademiche e delle professionalità presenti in Ateneo.

Non c’è dubbio che l’Università non possa fare a meno di svolgere l’attività assistenziale, in quanto elemento integrante della didattica e della ricerca in campo medico, e non c’è dubbio che tale attività debba svolgersi in strutture idonee a supportare la formazione universitaria e la ricerca scientifica, ossia Ospedali che rispondano ai requisiti di II livello, quali posti dalla normativa vigente.

Se è vero che la programmazione sanitaria è di competenza regionale, è altrettanto vero che la ricerca e la didattica sono compiti istituzionali esclusivi delle Università, la cui autonomia funzionale è costituzionalmente affermata e garantita. Su di un piano giuridico, non sembrano praticabili scelte regionali che vadano a compromettere le prerogative universitarie.

L’obiettivo a breve termine del nostro Ateneo deve quindi essere quello di riformare i contenuti degli accordi convenzionali con la Regione e con l’Azienda Sanitaria, ridisegnando la forma di governo e di gestione del sistema sanitario integrato universitario-ospedaliero, assicurando all’Università una partecipazione decisionale attiva. La costituzione di una azienda ospedaliero-universitaria può costituire un obiettivo a medio-lunga scadenza, da perseguire solo dopo aver attentamente valutato il profilo di solidità del bilancio ospedaliero, per evitare ogni possibile esposizione per disavanzi eventualmente esistenti.

Quello che è certo è che l’Università deve andare al tavolo di confronto con la Regione unita, con un progetto condiviso che affermi la nostra autonomia e al tempo stesso la nostra capacità di dialogo.

Il nostro Ateneo deve sostenere adeguatamente la Scuola di Medicina e Scienze della Salute, in termini di risorse strumentali e umane, per permetterle di valorizzare le eccellenze e assolvere al meglio l’importante compito a cui è chiamata a beneficio dei nostri studenti, della ricerca e della salute pubblica.

Le attività sanitarie operano in un contesto legislativo complesso e in continua evoluzione (basti pensare ai recenti criteri di riordino dell’assetto assistenziale, ai livelli essenziali di assistenza, etc.), ed è evidente che l’area medica e le attività ad essa connesse, in ragione della loro peculiarità e dell’importanza che rivestono sul territorio, dovranno essere oggetto di un progetto strategico di Ateneo e di un gruppo operativo che affianchi il Rettore nei rapporti con la Regione. Per queste ragioni sarà necessario nominare un apposito Delegato per gli aspetti inerenti l’assistenza sanitaria che lavorerà in sinergia con il Presidente della Giunta della Scuola di Medicina.

CENTRI DI RICERCA

Il nostro Ateneo può vantare due centri di ricerca, dove lavorano decine di ricercatori, che in questi anni hanno affermato il loro valore scientifico a scala nazionale e internazionale: il Centro scienze dell’invecchiamento e medicina traslazionale (CeSI-MeT) e l’Istituto di tecnologie avanzate biomediche (Itab). Entrambe le strutture hanno sede nella parte meridionale del Campus di Chieti in due edifici di recente costruzione che si affacciano su Strada colle dall’Ara.

È compito dell’Università valorizzare questi centri garantendo l’inclusività e il supporto logistico-strumentale, mettendo a disposizione dei ricercatori, le competenze amministrative adeguate e le necessarie sinergie con le strutture di Ateneo che si occupano di ricerca e di internazionalizzazione. Si pensi, ad esempio, al potenziamento del Settore progetti europei che, oltre alla segnalazione dei bandi, dovrà essere in grado di seguire i ricercatori anche nella stesura dei progetti e nella rendicontazione amministrativa degli stessi. Ciò ai fini di favorire un’ulteriore implementazione delle collaborazioni scientifiche con gruppi di ricerca internazionali, oltre a stimolare il trasferimento tecnologico sul territorio dei risultati della ricerca attraverso lo sviluppo di spin off e brevetti.

Accanto ai due Centri di ricerca del Campus di Chieti, è auspicabile che anche il Polo Pindaro si possa dotare di un analogo Centro di ricerca. Ai sensi del vigente statuto, la struttura dovrebbe essere un Centro di Ateneo finalizzato allo sviluppo di programmi di ricerca scientifica di eccellenza di interesse di tutti i Dipartimenti di Pescara. Un Comitato Tecnico Ordinatore costituito da docenti afferenti ai dipartimenti interessati, dovrebbe farsi carico della redazione di uno specifico regolamento che dovrebbe prevedere tra l’altro la possibilità di articolare il Centro in “unità operative” per affinità scientifica.

ALTRE STRUTTURE DIDATTICHE E SCIENTIFICHE

Riprendo qui il termine di “altre strutture universitarie” utilizzato dal nostro attuale Statuto per indicare alcune linee di azione su strutture importanti del nostro Ateneo come il CLA, il Museo, le Biblioteche, e la Scuola di Dottorato.

Centro linguistico di Ateneo. Il futuro dell’Università italiana non può prescindere da un adeguato processo di internazionalizzazione. Per fare in modo che questo non rimanga uno slogan, oltre agli obiettivi descritti nel precedente paragrafo, è necessario potenziare il Centro Linguistico, trattandosi di una struttura indispensabile per favorire le dinamiche di internazionalizzazione dell’Ateneo. Il CLA dovrà caratterizzarsi come centro di eccellenza per la formazione di studenti e dottorandi, per il conseguimento di certificazioni linguistiche internazionali e, non ultimo, come centro di servizi aperto al mercato della formazione. La riorganizzazione delle funzioni e delle competenze del CLA necessita di risorse dedicate non solo in termini economici, ma anche strutturali come spazi didattici per i laboratori e tecnologie multimediali.

Museo universitario. Il museo della nostra Università ha sede a Chieti, in un interessante edificio testimonianza dell’architettura del ventennio, tra la villa comunale e il corso Marrucino, quindi nel cuore della città storica. La sua collocazione baricentrica ne favorisce la naturale integrazione con la città, costituendone uno dei poli di attrazione più significativi. Il museo si è specializzato negli anni sugli aspetti biologici e medici legati alla ricerca archeologica, antropologica e paleontologica, presentando anche specifiche sezioni dedicate alla storia naturale e alla storia della scienza. Le strutture museali universitarie, come è noto, sono oggetto di specifiche premialità nella distribuzione del FFO, godono di una serie di leggi di settore che ne agevolano le economie, e rappresentano inoltre un mezzo di integrazione apprezzabile per i tessuti urbani che li ospitano. In una logica di sviluppo delle sue attività, potrebbe essere quindi interessante incentivare nuovi interessi scientifici, e utilizzare appieno le strutture museali a beneficio dei cittadini e degli studenti della d’Annunzio, anche attraverso l’impiego delle sale multifunzionali che dispone e dell’auditorium posto al piano seminterrato.

Sistema bibliotecario. In questi anni il sistema bibliotecario di Ateneo è stato oggetto di una profonda riorganizzazione, sia per quanto concerne la digitalizzazione dei contenuti, sia per il processo di centralizzazione che ha ridimensionato diverse biblioteche dipartimentali. In prospettiva vi è anche un importante intervento edilizio che riguarda la sede di Pescara che avrà, si spera in tempi ragionevoli, una nuova biblioteca centralizzata in un edificio da realizzare nell’area dell’Accordo di programma del Tribunale. Si possono individuare alcune linee di azione volte a valorizzare ulteriormente il sistema bibliotecario. Dal punto di vista organizzativo, ad esempio, l’Area delle Biblioteche, da poco formalmente costituita, potrebbe diventare un centro di spesa di Ateneo, acquisendo pertanto una maggiore autonomia gestionale. Sul piano tecnico è auspicabile che si prosegua nel processo di informatizzazione verso l’obiettivo della cosiddetta “biblioteca digitale”, modello già presente in molte realtà universitarie nazionali e internazionali. Per questo motivo è determinante l’aggiornamento professionale del personale strutturato e anche l’affiancamento di altre figure con specifiche competenze informatiche. Dal punto di vista logistico sarebbe importante prevedere una distribuzione diffusa, negli spazi didattici dei Dipartimenti, di aree dedicate alla lettura e allo studio, poiché spesso le biblioteche vengono utilizzate non per usufruire dei servizi specialistici offerti, ma semplicemente come spazio per studiare o aspettare l’inizio della lezione successiva. Da considerare, infine, anche la possibilità di prevedere veri e propri pacchetti formativi a beneficio degli studenti, finalizzati all’acquisizione di conoscenze dei metodi per condurre ricerche bibliografiche e documentarie, in loco, digitali, o sul web.

Scuola superiore. Nata per il coordinamento e la gestione delle attività di alta formazione per la ricerca e lo sviluppo, la Scuola Superiore G. d’Annunzio si occupa del Dottorato di Ricerca valutandone le richieste di istituzione, verificandone la coerenza e curandone gli aspetti organizzativi. Il lavoro fatto dalla nostra Scuola Superiore in questi anni è stato rilevante, considerando soprattutto la fase di transizione che si è trovata a dover gestire nel passaggio alle nuove normative che hanno imposto, tra l’altro, un drastico ridimensionamento del numero dei Corsi di Dottorato e il conseguente riaccorpamento dei percorsi disciplinari. Dal punto di vista delle premialità ministeriali sul FFO, la Scuola è riuscita a ottenere buone performance per la qualità della ricerca dei membri dei Collegi e in una certa misura anche per l’attrattività, mentre un possibile margine di miglioramento può essere individuato nel grado di internazionalizzazione e nel reperimento di risorse esterne. Internazionalizzazione e acquisizione di fondi esterni devono essere due obiettivi che l’Ateneo si pone attraverso la costruzione di reti di stakeholders (imprese, enti, altri soggetti economici anche stranieri), il supporto amministrativo e l’incentivazione di progetti virtuosi. La sinergia tra la Scuola superiore, l’ufficio ricerca e l’ufficio internazionalizzazione può produrre ricadute significative in tal senso, ad esempio sui Dottorati innovativi con caratterizzazione industriale e sull’altra missione strategica della Scuola: il trasferimento tecnologico del know-how della ricerca attraverso la diffusione di una cultura d’impresa dei nostri giovani ricercatori tesa a incrementare il numero di spin off e brevetti.

FONDAZIONE UNIVERSITARIA

La Fondazione Università G. d’Annunzio nasce nel 2003 ai sensi della legge 388/2000, che ha dato il via in Italia alla nascita di molte fondazioni universitarie. La Fondazione G. d’Annunzio non tarda a far emergere i suoi punti di forza e le sue debolezze, da ricercarsi – queste ultime -soprattutto nella coincidenza delle cariche (Rettore, DG, CdA) con quelle di Ateneo, nello scarso coinvolgimento delle aree disciplinari non mediche, e anche in un difetto di comunicazione e di trasparenza delle attività svolte. Per far fronte a queste criticità il Senato Accademico nel 2014 ha nominato una apposita commissione (di cui ho fatto parte insieme ad altri colleghi) che ha individuato i seguenti principi nel rapporto Università-Fondazione.

In primo luogo, la mission della Fondazione deve essere la ricerca e il reperimento di fondi a favore dell’Ateneo attraverso il coinvolgimento di soggetti istituzionali ed economico-imprenditoriali a livello locale, nazionale e internazionale.

Un secondo importante contributo che la Fondazione può dare all’Ateneo è nella gestione organizzativa e amministrativa dei progetti nazionali e internazionali, creando una struttura di supporto di tali attività anche al servizio dei Dipartimenti e dei centri di ricerca dell’Ateneo. Infine, la Fondazione può essere uno strumento operativo per la promozione e la gestione di iniziative didattiche di alta formazione post-universitaria (per es. Master di I e II livello) che coinvolgano tutti i Dipartimenti di Ateneo.

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